Parte 3 di 6 – Escursioni in montagna

Condizioni meteo in montagnaIn questa terza parte della serie di post dedicati alla preparazione di un’escursione in montagna (qui trovi rispettivamente la Parte 1 e la Parte 2) ti parlerò di condizioni meteo.

Una pianificazione seria e responsabile di un’escursione fotografica tra i monti, anche di una sola giornata, non può infatti prescindere dalla verifica preventiva delle condizioni metereologiche.

Sole, pioggia, vento, neve… quali condizioni meteo?

Mentre in città essere sorpresi da un temporale o dal vento forte non è normalmente un grosso problema, in montagna può esserlo, soprattutto se il fenomeno è intenso. La verifica delle condizioni meteo deve sostanzialmente confermare l’assenza di fenomeni metereologici di pericolo. Ricorda inoltre che in montagna, anche in piena estate, a certe quote sono possibili neve e ghiaccio!

A livello personale, evito le escursioni in caso di perturbazioni e di forte vento in quota e nella stagione invernale/primaverile quando il rischio valanghe supera il livello 2 (moderato).

Il rischio valanghe è un pericolo da considerare con molta attenzione nelle escursioni in ambienti innevati (EAI). Il sensibile innalzamento medio delle temperature sempre più spesso determina il distacco di masse nevose anche in pieno inverno e in alta quota. Se hai in programma una bella ciaspolata fotografica, una bella giornata di sole potrebbe rivelarsi utile ma alquanto pericolosa. Verifica sempre il rischio valanghe nella zona scelta per l’escursione, i bollettini si trovano normalmente nei siti di previsioni meteo.

La scala europea del pericolo di valanghe è disponibile sul sito AINEVA (Associazione Interregionale Neve e Valanghe) al link http://www.aineva.it/bolletti/bollet3.html, per tua comodità ne riporto il testo. La classificazione considera una scala di rischio da 1 a 5 come di seguito indicato:

VERDE = Rischio 1 (DEBOLE) “Il distacco è generalmente possibile solo con forte sovraccarico su pochissimi punti sul terreno ripido estremo. Sono possibili solo piccole valanghe spontanee e scaricamenti.

GIALLO = Rischio 2 (MODERATO) “Il distacco è possibile soprattutto con un forte sovraccarico soprattutto sui pendii ripidi indicati. Non sono da aspettarsi grandi valanghe spontanee.

ARANCIONE = Rischio 3 (MARCATO) “Il distacco è possibile con debole sovraccarico soprattutto sui pendii ripidi indicati. In alcune situazioni sono possibili valanghe spontanee di media grandezza e, in singoli casi, anche grandi valanghe.

ROSSO = Rischio 4 (FORTE) “Il distacco è probabile già con un debole sovraccarico su molti pendii ripidi. In alcune situazioni sono da aspettarsi molte valanghe spontanee di media grandezza e, talvolta, anche grandi valanghe.

A scacchi ROSSI e NERI = Rischio 5 (MOLTO FORTE) “Sono da aspettarsi molte grandi valanghe spontanee, anche su terreno moderatamente ripido.

(Fonte: AINEVA, http://www.aineva.it/bolletti/bollet3.html)

Tra i tanti servizi di condizioni meteo, a quale affidarsi?

Premesso che riscontro ogni volta, guardando più portali meteo, condizioni diverse per la stessa zona (è assurdo ma un portale dice sereno e l’altro pioggia) suggerisco di affidarti ai servizi metereologici delle ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale) con i quali mi trovo discretamente bene.

Per escursioni sulle montagne lombarde puoi visitare il sito di ARPA Lombardia (http://ita.arpalombardia.it/ita/index.asp) mentre per le montagne piemontesi di ARPA Piemonte (http://www.arpa.piemonte.gov.it/). In montagna tuttavia è necessario considerare che il tempo è comunque caratterizzato da variabilità ed è facile passare da condizioni di sereno ad un acquazzone e viceversa ma un conto è un fastidioso acquazzone (ben gestibile con adeguata attrezzatura) e un altro è un fenomeno intenso e pericoloso come un forte temporale con caduta di fulmini.

Sereno, coperto, nuvoloso… chi ci capisce è bravo!

Ti sei mai chiesto che differenza c’è tra un cielo coperto e uno molto nuvoloso? Certo, tutti siamo capaci di dire che se non ci sono nuvole il cielo è sereno ma come la mettiamo con i parzialmente o con i generalmente? Percepisco la tua difficoltà nel rispondere, a seguire qualche chiarimento. Per prima cosa, il cielo sopra l’osservatore viene diviso in quadranti e ogni quadrante rappresenta 1/8 del cielo; secondariamente, la nuvolosità viene osservata in relazione ad ogni ottavo.

Ecco allora spiegate alcune condizioni meteo che spesso troviamo nei bollettini:

  • Sereno o poco nuvoloso: la copertura nuvolosa è tra 0/8 e 2/8 del cielo (bella giornata)
  • Generalmente poco nuvoloso: la copertura nuvolosa è all’incirca di 2/8 del cielo (bella giornata)
  • Da poco nuvoloso a nuvoloso: la copertura nuvolosa varia tra 2/8 e 5/8 del cielo (la giornata non è propriamente bella ma è buona, sole e nuvole)
  • Nuvoloso: la copertura nuvolosa è pari a 4/8, 5/8 del cielo (almeno metà cielo è coperto dalle nubi)
  • Molto nuvoloso: la copertura nuvolosa è pari 6/8, 7/8 del cielo (quasi tutto il cielo è coperto da nubi)
  • Coperto: la copertura nuvolosa è pari 8/8 del cielo (tutto il cielo è coperto da nubi e non ci sono zone di sereno)

.
La prossima volta che osserverai un bollettino meteo ti ritroverai sicuramente più a tuo agio tra i termini che usualmente ci vengono proposti e che non sempre sono di facile e immediata comprensione.

Il tempo bello non è sempre quello migliore per scattare fotografie

Lago delle Locce Monte RosaProbabilmente obietterai che una splendida giornata di sole in totale assenza di nuvole può rivelarsi comunque un problema dal punto di vista fotografico: cielo piatto e insignificante (tutto azzurro) e una fortissima luminosità della scena da gestire al meglio.

Non posso che essere d’accordo con te! Nuvole tra le quali filtra la luce e un cielo cupo con qualche schiarita che proietta sulle cime zone di luce e di ombra permetteno di ottenere foto più evocative e di impatto. Un’uscita con tempo nuvoloso o parzialmente nuvoloso molto probabilmente sarà di maggiore soddisfazione fotografica ma un’uscita quando vi è il rischio di perturbazioni importanti è senza il minimo dubbio un azzardo, nessuna foto cool vale quanto la tua incolumità.

Nella fase di rientro, nella mia escursione fotografia sotto la parete Est del Monte Rosa, ho preso circa 1,5 ore d’acqua (nessuna paura, sono sempre ben attrezzato) e ne è valsa la pena, la nuvolosità del cielo era uno spettacolo e le foto ne hanno sicuramente beneficiato http://www.massimomazza.net/rifugio-zamboni-zappa-lago-delle-locce/. Il tutto si è svolto in totale sicurezza in quanto, come da previsione, si è trattato di semplice pioggia… ma attenzione, le rocce diventano scivolose e quindi è necessaria maggiore concentrazione.

In un’altra escursione sulle Alpi Orobie invece mi sono ritrovato, poco sotto quota 2000mt, su un sentiero completamente immerso nelle nuvole… ti garantisco di essermi divertito poco in quei frangenti… la visibilità talmente ridotta che non si vedevano i segnavia e lo stesso sentiero… fortunatamente in pochi minuti la situazione si è risolta così come si era venuta a creare. Attenzione quindi alle nuvole, belle quando sono in cielo meno quando si trasformano in fitta nebbia.

Prima di chiudere anche questa terza parte ricordati di non trascurare nell’osservazione delle condizioni meteo in montagna, le temperature attese e la quota di zero termico.

Le temperature attese sono utili per comprendere il tipo di abbigliamento da utilizzare mentre lo zero termico ci dice l’altitudine al di sopra della quale la temperatura dell’aria rimane sempre inferiore a zero. Il motivo per cui è importante conoscere lo zero termico, soprattutto di inverno, è perché in caso di precipitazioni puoi sapere a che quota esse rimarranno nello stato di pioggia prima di trasmutare nella forma di neve.

Siamo giunti anche alla fine di questa terza parte! Ti aspetto, come sempre, alla prossima dedicata all’equipaggiamento. Se invece hai perso le precedenti due, le trovi qui Parte 1 e Parte 2.

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