Parte 1 di 6 – Escursioni in montagna

blog-escursione-montagna-parte1-1024x683Da amante della fotografia e della montagna quando possibile cerco di coniugare le due passioni. La vita caotica della città, lo stress e la frenesia dei ritmi di lavoro insomma contro il logorio della vita moderna (per citare una famosa frase della pubblicità di un altrettanto famoso amaro) la montagna è un vero e proprio toccasana. Silenzio, solitudine, natura… tutto accompagnato dalla mia passione preferita, la fotografia. Cosa chiedere di meglio per disintossicarsi?

Quando si parla di un’escursione in montagna, partire all’avventura, senza cognizione di causa, non è una buona idea! Anche se non si ha in programma la scalata dell’Annapurna è comunque necessario preparare al meglio l’uscita per godere appieno dello spettacolo della natura, divertendosi e limitando al minimo rischi e pericoli.

Una doverosa premessa, prima di proseguire in questo articolo suddiviso in più parti. I suggerimenti che troverai sono indirizzati a persone sane e fanno riferimento a escursioni in montagna di 1 giornata su percorsi con difficoltà massima EE (Escursionista Esperto) e EAI (Escursionismo in ambiente innevato), spedizioni di più giorni o su percorsi più complessi richiedono ovviamente un’organizzazione ancor più mirata e meticolosa.

Se soffri di qualche disturbo fisico, non mettere a repentaglio la tua incolumità e consulta prima il tuo medico.

Condizione fisica e gradi di difficoltà delle escursioni

Considero una buona condizione fisica il primo aspetto da valutare. Buona condizione fisica non significa semplicemente stare bene, essere sani, ma avere anche un allenamento adeguato in relazione al grado di complessità dell’escursione che si vuole affrontare. Ecco perché conoscere la difficoltà di un itinerario è imprescindibile nell’organizzazione di un’uscita fotografia sui monti.

Un validissimo aiuto a riguardo, ci viene fornito dal Club Alpino Italiano (CAI) con la classificazione della difficoltà dei sentieri escursionistici.

A seguire, per tua comodità, trovi tale classificazione così come riportata sul sito ufficiale CAI. Ovviamente, poiché ogni persona è diversa dall’altra, la classificazione è da intendersi come utile ma pur sempre indicativa.

T = TuristicoItinerari su stradine, mulattiere o comodi sentieri, con percorsi ben evidenti e che non pongono incertezze o problemi di orientamento. Si svolgono in genere sotto i 2000 m e costituiscono di solito l’accesso ad alpeggi o rifugi. Richiedono una certa conoscenza dell’ambiente montano e una preparazione fisica alla camminata.

E = EscursionisticoItinerari che si svolgono quasi sempre su sentieri, oppure su tracce di passaggio in terreno vario (pascoli, detriti, pietraie), di solito con segnalazioni; possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua, quando, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppano a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Possono svolgersi su pendii ripidi; i tratti esposti sono in genere protetti (barriere) o assicurati (cavi). Possono avere singoli passaggi su roccia, non esposti, o tratti brevi e non faticosi né impegnativi grazie ad attrezzature (scalette, pioli, cavi) che però non necessitano l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, moschettoni, ecc.). Richiedono un certo senso di orientamento, come pure una certa esperienza e conoscenza del territorio montagnoso, allenamento alla camminata, oltre a calzature ed equipaggiamento adeguati.

EE = per Escursionisti EspertiItinerari generalmente segnalati ma che implicano una capacità di muoversi su terreni particolari. Sentieri o tracce su terreno impervio e infido (pendii ripidi e/o scivolosi di erba, o misti di rocce ed erba, o di roccia e detriti). Terreno vario, a quote relativamente elevate (pietraie, brevi nevai non ripidi, pendii aperti senza punti di riferimento, ecc.). Tratti rocciosi, con lievi difficoltà tecniche (percorsi attrezzati, vie ferrate fra quelle di minor impegno). Rimangono invece esclusi i percorsi su ghiacciai, anche se pianeggianti e/o all’apparenza senza crepacci (perché il loro attraversamento richiederebbe l’uso della corda e della piccozza e la conoscenza delle relative manovre di assicurazione). Necessitano: esperienza di montagna in generale e buona conoscenza dell’ambiente alpino; passo sicuro e assenza di vertigini; equipaggiamento, attrezzatura e preparazione fisica adeguati.

EEA = per Escursionisti Esperti con AttrezzaturaPercorsi attrezzati o vie ferrate per i quali è necessario l’uso dei dispositivi di autoassicurazione (imbragatura, dissipatore, moschettoni, cordini) e di equipaggiamento di protezione personale (casco, guanti).

EEA – F ( ferrata Facile)Sentiero attrezzato poco esposto e poco impegnativo con lunghi tratti di cammino. Tracciato molto protetto, con buone segnalazioni, dove le strutture metalliche si limitano al solo cavo o catena fissati unicamente per migliorare la sicurezza.

EEA – PD ( ferrata Poco Difficile)Ferrata con uno sviluppo contenuto e poco esposta. Il tracciato è di solito articolato con canali, camini e qualche breve tratto verticale, facilitato da infissi come catene, cavi, pioli o anche scale metalliche.

EEA – D ( ferrata Difficile)Ferrata di un certo sviluppo che richiede una buona preparazione fisica e una buona tecnica. Il tracciato è spesso verticale ed in alcuni casi supera anche qualche breve strapiombo, molto articolato, con lunghi tratti di esposizione; attrezzato con funi metalliche e/o catene, pioli e/o scale metalliche.

EAI = escursionismo in ambiente innevatoItinerari in ambiente innevato che richiedono l’utilizzo di racchette da neve, con percorsi evidenti e riconoscibili, con facili vie di accesso, di fondo valle o in zone boschive non impervie o su crinali aperti e poco esposti, con dislivelli e difficoltà generalmente contenuti che garantiscano sicurezza di percorribilità. F: facile – M: media – D: difficile

ALPINISTICAI percorsi alpinistici, in quanto tali, si snodano prevalentemente fuori sentiero; richiedono buon allenamento,esperienza di montagna, uso attrezzatura tecnica. Qualsiasi difficoltà alpinistica è da considerare superiore a quelle escursionistiche, richiede conoscenza delle manovre di cordata, l’uso corretto di piccozza e ramponi ed esperienza di alta montagna. Esistono molte classificazioni delle difficoltà alpinistiche (su roccia, in arrampicata artificiale, in arrampicata mista ecc.) per cui non vengono qui elencate.

(Fonte: CAI, http://www.cai.bs.it/vedit/pagina.asp?pagina=1790)

05 - Rifugio Curo - CocaLa difficoltà di un’escursione si trova generalmente indicata nella descrizione dell’escursione stessa, sui siti dedicati e sulle guide di montagna. Un buon punto di partenza per organizzare un’escursione sono i portali delle sezioni CAI. Alcuni di questi sono veramente ricchi di informazioni, un esempio è la pagina web del CAI sezione di Bergamo per uscite sui sentieri delle Alpi Orobie con decine e decine di itinerari, utilissime informazioni e profili altimetrici.

Ad ogni modo, una certa resistenza alla camminata nelle escursioni in montagna è imprescindibile. Inizia a passeggiare di frequente e con buon ritmo in pianura, poi intraprendi qualche escursione T per una prima verifica del tuo livello di preparazione fisica. In seguito, con l’allenamento e il tempo potrai passare alle escursioni E ed EE.

Chiudo questo prima parte del post su un ultimo aspetto sul quale vale la pena spendere qualche parola:  l’altitudine lungo la quale si svilupperà il percorso. Alcuni individui, seppur sani, possono infatti soffrire di scompensi come vertigini, mal di testa, nausea/vomito, respiro affannoso dovuto alla minor presenza di ossigeno in quota.

In generale, altitudini fino ai 1000/1500 metri sono ben tollerate dalle persone sane, a partire dai 2000 metri invece potrebbero iniziare ad insorge, in alcuni soggetti, i problemi di cui sopra che possono diventare molto evidenti dai 3000 metri. Personalmente, tollero altezze prossime ai 3000 metri, a partire da tale quota inizio a respirare in modo affannoso e a percepire un rapido affaticamento durante il cammino, per questo nelle mie escursioni non supero normalmente i 2500 metri di quota. Se sei una persona sana ma non conosci la reazione del tuo fisico in quota cerca di scegliere un’escursione che si sviluppi su altitudini non superiori ai 2000 metri.

Per questa prima parte è tutto, ti aspetto alla parte 2 (leggi la Parte 2) dedicata alla pianificazione di un’escursione.

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