Parte 6 di 6 – Escursioni in montagna

Siamo giunti alla sesta ed ultima parte di questa lunga serie di post dedicata ai suggerimenti per organizzare un’escursione sicura in montagna finalizzata alla nostra grande passione, la fotografia. Ho lasciato, come argomento conclusivo di questa sesta parte, l’impiego della tecnologia con eventuali dispositivi elettronici.

La tecnologia nelle escursioni in montagna

Sono sostanzialmente due i dispositivi elettronici che porto sempre con me nelle escursioni in montagna­: un GPS logger e lo smartphone.

Il primo, oltre a fornire una registrazione del cammino – utile per chi vuole analizzare a posteriori la propria escursione – offre generalmente al fotografo-escursionista anche informazioni in tempo reale come altitudine, distanza percorsa, tempo di cammino. Si tratta di informazioni utili per fare di tanto in tanto il punto della situazione sull’escursione.

Escursioni in montagna tecnologia GPSAd esempio, conoscendo il punto di arrivo (deciso in fase di pianificazione), utilizzo il GPS logger per capire: 1) quanto dislivello ancora dovrò percorrere; 2) fare una stima sul tempo necessario per giungere la meta finale.

Potrei accorgermi di essere in ritardo sulla tabella di marcia e decidere di serrare i ritmi oppure di essere in anticipo e di avere più tempo a disposizione per scattare fotografie in tutta calma. Ma potrei anche valutare, in base alla mia condizione fisica del momento, di non essere in grado di affrontare il dislivello rimanente in quanto già decisamente affaticato.

Inoltre, un GPS logger dotato di bussola con in più la possibilità di caricare dei POI (Point of Interest) in fase di pianificazione consente di avere sempre a disposizione la direzione di marcia e la distanza (in linea d’aria) dal POI stesso, sia esso la vetta di un monte sulla via dell’andata o il parcheggio dove abbiamo lasciato l’auto sulla via del ritorno. Strumenti GPS più avanzati offrono la possibilità di caricare la cartografia e il tracciato, permettendo di verificare la correttezza dell’itinerario.

Lo smartphone, invece, ha più la funzione di strumento di soccorso, nel caso fosse necessario richiedere aiuto via telefono. Sebbene la copertura del segnale oggi riesca a raggiungere zone un tempo non servite, devi comunque tenere presente che potrebbero esserci diverse aree prive di servizio. Fortunatamente, noto che sempre più spesso la copertura del segnale viene indicata in articoli e guide.

Per evitare inutili allarmismi avvisa i familiari che durante tutta l’escursione non sarai raggiungibile o che potresti non esserlo a causa dell’alternanza tra zone coperte da segnale e zone prive. Proprio per questo motivo, informa sempre qualcuno su dove andrai, lasciando qualche indicazione sulla meta in modo che in caso di necessità sia possibile circoscrivere l’area dove effettuare eventuali ricerche.

App per smartphone

Se non hai un GPS logger o comunque vuoi utilizzare il tuo smartphone per utilizzare mappe e dati GPS, il mio suggerimento è di portare con te un caricabatteria portatile (ovviamente da caricare a casa la sera prima) in modo da poter ricaricare il telefono all’occorrenza. Tenere spesso accesso lo schermo per seguire una traccia, per consultare una mappa o visualizzare i dati del GPS (modulo GPS che a sua volta consuma energia) potrebbe infatti portare la batteria dello smartphone ad esaurirsi velocemente con il risultato di rimanere senza telefono e senza strumenti di “navigazione”.

Un caricabatteria portatile significa un peso aggiuntivo ma i benefici ne valgono la pena, evita invece (se dovesse esserci campo e connessione dati) di consumare la batteria con Facebook, Whatsapp, Twitter… goditi l’escursione e guarda dove metti i piedi!

Di app dedicate agli escursionisti ne esistono moltissime (molte sviluppate per gli enti del turismo di diverse regioni), per trovarle ti suggerisco di cercare nel tuo app store con termini quali escursioni in montagna o escursionismo e di valutare le diverse applicazioni in base alle recensioni degli utenti che le hanno provate.

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